La cavalcata dei morti – Purché sia di serie!

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Per questo mese ho deciso anche io di partecipare alla divertente rubrica “Purché sia di serie”, ideata da Chiara, che si ripete ogni 11 del mese.

La rubrica consiste nel leggere mensilmente un libro appartenente a una serie cominciata (quindi non il primo) e di parlarne sul blog con una recensione speciale, che richiami i gruppi di lettura sui social.

Questo mese, oltre a me alla rubrica partecipano i seguenti blog: La Lettrice sulle Nuvole, Le Trame del Destino, Libri in Tavola, Libri al Caffè, Daily Connor, Bookaholic.

Ed ecco a voi la recensione.

Appena ho deciso di partecipare alla rubrica sapevo quale serie volevo proseguire: un ciclo della Vargas che mi è rimasto in sospeso. Lei la adoro, ha uno stile particolare e unico in fatto di noir.

cavalcata

La cavalcata dei morti” è il settimo libro della serie di indagini del commissario Adamsberg. Per quanto mi riguarda, immergermi in questi libri è una sorta di garanzia di intrigo e divertimento.

Devo dire che, parlando in generale, con questo libro non sono rimasta delusa. Sono presenti tutti gli elementi della serie che più amo: i personaggi vividi e al limite della caricatura, la squadra anticrimine peggio (o meglio) assortita di tutta Parigi e la sfida, apparentemente impossibile, con il soprannaturale.

In questo romanzo, come e forse più che negli altri, aleggia quell’elemento di mistero che ti porta a pensare che questa tanto nominata “Schiera Furiosa” non sia solo una leggenda ma stia realmente mietendo le sue vittime.

Il Commissario Adamsberg è sempre lui, spalatore di nuvole che non riesce a tenere i piedi per terra nemmeno con un figlio ritrovato e trascina il lettore nelle sue passeggiate reali e mentali attraverso i boschi della Normandia infestati di spettri. Tutti i suoi collaboratori sono sempre ben caratterizzati, specie il fido Danglard che in questo romanzo deve vedersela con una brutta storia di gelosia. Anche i personaggi che appaiono per la prima volta in questo romanzo sono, come sempre, apprezzabili nel loro essere fatti d’argilla o eredi di grandi condottieri dell’esercito, avidi di zucchero o assolutamente a dieta.

La narrazione è avvincente e inquetante.

A posare il libro alle tre di notte a me rimaneva sempre un po’ di pelle d’oca e di paura di vedere un fantasma o un mezzo-morto mentre andavo in bagno. Sembrerò sciocca, ma la Vargas riesce a farmi sospettare realmente l’esistenza del soprannaturale, almeno finché non arrivano agli ultimi capitoli e si trova una spiegazione logica a tutto.

Di questo capitolo della serie ho apprezzato tantissimo l’attenzione alle cose piccole, ai piccoli gesti che possono portare chiunque a tradirsi. Ho adorato il primo caso, tutta questione di mollica di pane. E le zollette di zucchero che perseguitano il commissario (e il lettore) per tutte le pagine del libro. Mi è piaciuto l’intreccio indistricabile di due vicende che si sovrappongono in questa storia e quell’amore per la giustizia che porta Adamsberg a compiere un gesto assolutamente fuori da ogni logica e privo di prudenza.

Quello che mi è piaciuto un po’ meno, che in un certo senso mi ha lasciata insoddisfatta, è la conclusione del caso principale. Arrivi alla fine del romanzo e… Va bene, il colpevole sarà pure stato acciuffato, ma la motivazione che l’ha spinto a commettere i delitti mi è sembrata troppo leggera, troppo blanda, per giustificare la scia di sangue che ha lasciato dietro di sè. Avrei voluto una conclusione più forte o sorprendente, un po’ come era stato per il romanzo precedente (Un luogo incerto).

Tuttavia, non abbandonerò certo la serie. La conclusione del caso in confronto al romanzo è una sorta di inezia, dato che quello che davvero amo di questa autrice sono le atmosfere incerte e la vita insolita che attraversa, come una scossa, i suoi racconti.

Le mie letture della Vargas ->

La cavalcata dei morti. I casi del commissario Adamsberg #7

La cavalcata dei morti. I casi del commissario Adamsberg #7 by Fred Vargas

My rating: 3 of 5 stars

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15 risposte a "La cavalcata dei morti – Purché sia di serie!"

    1. Il primo della serie di Adamsberg è “L’uomo dai cerchi azzurri”. È meno “soprannaturale” di questo, nella serie le stranezze vanno in crescendo, ma ricordo che me lo sono goduto molto ed è bello iniziare a capire i personaggi dall’inizio.

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  1. Mi piace moltissimo la recensione che ne hai fatto. Fa inevitabilmente venire voglia di leggere i libri di questa scrittrice!
    Io ho acquistato un paio di e-book che non so se sono appartenenti a qualche serie, vedrò di mettere in ordine le sue opere e iniziare a leggerne. Mi piace molto il genere.

    Piace a 1 persona

    1. La Vargas ha scritto un paio di serie e poi altri libri sparsi. Ricordo che il suo primo che ho letto l’avevo acquistato solo per il titolo favoloso: “Chi è morto alzi la mano” (della serie degli Evangelisti).
      Alla fine in particolare quel romanzo non mi aveva entusiasmata, ma sono comunque rimasta abbastanza incuriosita dall’autrice per scoprire (per fortuna) la serie di Adamsberg.

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    1. Non è incentrata sul soprannaturale, in teoria è tutto spiegabile razionalmente, ma comunque sono tutti casi strani dove sembra più plausibile che la colpa sia di un fantasma che di un uomo. Fortuna che alla fine ritorna tutto alla normalità o ne rimarrei turbata!

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    1. Aah! Io me ne sono innamorata!
      Ogni libro è una indagine a sé stante, quindi autoconclusivo. Però ci sono le storie personali dei protagonisti che, ovviamente, si evolvono nell’arco della serie. Vengono comunque riassunte ad ogni episodio quindi se ne può leggere tranquillamente uno e basta.
      Il primo è “L’uomo dai cerchi azzurri”. I primi tre sono stupendi.
      Forse quello che mi è piaciuto di più finora è il 3: “Parti in fretta e non tornare”.

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